PHARMA: Quale futuro?

PHARMA: Quale futuro?

📅08 giugno 2017, 15:57

In questi anni abbiamo scritto e raccontato di quasi tutti i settori merceologici, dalla calzatura all’abbigliamento, dall’ottica all’automotive, dalla GdO allo swimwear.

E’ giunto il momento di dedicare un’ampia pagina anche al mondo delle farmacie, che stanno già subendo da qualche anno una trasformazione, ma che nei prossimi subiranno una vera e propria rivoluzione.

futuro delle farmacie
Come sempre il cambiamento è guidato da aspetti e necessità commerciali.

La farmacia di oggi, e quella del futuro, è ormai diventata un contenitore più ampio rispetto al passato.

Quindi, non solo farmaci con ricetta e prescrizione medica, ma anche tanti prodotti per la cura personale, per il benessere psicofisico e anche per la cura dei nostri amici a 4 zampe.

Nonostante però questa evoluzione, che strizza evidentemente l’occhio ad un modello di stampo anglosassone già esistente da tempo, la volontà degli operatori del settore è conservare, anzi mostrare con orgoglio, la tradizione di un mestiere che per anni è stato il punto di riferimento in qualunque paese e città della nostra penisola.

Il farmacista era, ed è ancora, un punto di riferimento nel quartiere; come il medico, il vigile del fuoco, il carabiniere, il parroco. Il farmacista è la nostra persona di fiducia, quello che sa chi siamo e che patologie abbiamo. E’ la persona nella quale contiamo per alleviare i nostri dolori o malanni stagionali o, nei casi peggiori, le nostre malattie croniche.

Negli anni però la sua professione sta cambiando, è diventato un esperto anche di cura personale, di estetica, di veterinaria, ma soprattutto molti stanno creando delle attività collaterali e dei servizi che possano ancora di più, come in passato, far percepire la farmacia come un punto di riferimento sanitario di primo livello.

Ecco quindi il proliferare di ambulatori (in collaborazione o dipendenti) adiacenti alla farmacia di medici specialisti nel campo della fisioterapia, analisi, psicologi ed estetisti.
futuro delle farmacie
La nostra analisi, essendo esperti del retail direttamente coinvolti in consulenze nel settore, ora farà riflettere su come il contenitore farmacia sia cambiato negli anni.

I vecchi vasi e pestelli, le vecchie bilance o ampolle, che una volta erano strumenti di lavoro, sono ormai diventati oggetti di arredo e di richiamo del passato. Sono reliquie da conservare gelosamente che hanno il solo scopo oggi di comunicare in esterno la tradizione e l’artigianalità del prodotto.

futuro delle farmacie

Dott. Paolo Zanardi – XT srl

Per non dire dei grandi banconi e scaffali che avevano la funzione, una volta, di accogliere e stivare i prodotti, ma che oggi ormai stanno scomparendo, perché la vendita si svolge spesso fuori dal bancone e perché i robot hanno preso il posto degli scaffali e dei magazzinieri.

A questo punto il lettore potrebbe chiedersi, quali sono quindi le criticità del settore a partire dal produttore e finendo al consumatore?

Le nostre “ricette” passano per alcuni ingredienti o parole chiave:

SAPER SCEGLIERE, SAPER ESPORRE, SAPER VENDERE, SAPER MARGINARE. Ma soprattutto SAPER GESTIRE!

Perché SAPER SCEGLIERE?

Sono aumentate in maniera esponenziale le aziende che producono medicinali, integratori, cosmetici e prodotti sanitari. Bisogna quindi saper selezionare i fornitori, avere capacità di trattativa e soprattutto avere un piano commerciale che consenta di avere i prodotti giusti nei periodi adatti durante l’anno.

Perché SAPER ESPORRE?

La farmacia ormai sta prendendo la strada della vendita semiassistita, o, in alcune merceologie, totalmente self service. Oggi, una farmacia moderna non può prescindere dall’avere una politica di visual merchandising e windows display che consenta al cliente di essere guidato e facilitato all’acquisto. Appartenendo al mondo della “merce fredda” le dinamiche espositive delle farmacie hanno le stesse applicazioni dei settori della cosmesi o della GdO. Per quanto molti farmacisti non abbiano piacere di essere paragonati a questi settori è inevitabile confrontarsi con essi ed accettare la sfida. I prodotti parafarmaceutici sono ormai presenti anche nei supermercati e qui, nulla è casuale sullo scaffale.

Perché SAPER VENDERE?

Che si voglia o no la farmacia è ormai un esercizio commerciale a tutti gli effetti. Avere in organico persone qualificate come dottori, ma con spiccate capacità di servizio alla vendita farà la differenza.

Perché SAPER MARGINARE?

Domanda superflua …? Forse sì … ma può essere interessante far presente che il mercato del prodotto con “farmaco generico” e i così detti PRIVATE LABEL sta aumentando a discapito delle grandi aziende farmaceutiche che offrono margini sempre meno interessanti.

Il farmacista quindi cerca e trova alternative proponendo prodotti a marchio della farmacia che inducano il cliente a percepire un prodotto HOME MADE.

In definitiva se si analizza le capacità che oggi deve avere il farmacista moderno è evidente che non è più sufficiente essere un bravo dottore, un abile preparatore o un amato gestore di risorse umane, ma si devono avere anche delle competenze in ambito di acquisti, gestionali, amministrative e commerciali.

Perché SAPER GESTIRE?

Il tutto si riassume in una parola, managerialità. Quindi non basterà più essere un bravo farmacista, servirà ESSERE un MANAGER!

a cura di Paolo Zanardi XT srl
by AN shopfitting magazine no.138 ©


 

Share this article: