Il Budapest Cafè, che combina superfici in marmo, elementi geometrici e colori pastello, trae ispirazione dall’estetica del celebre film “Grand Budapest Hotel” del regista statunitense Wes Anderson.
Per il progetto l’obiettivo degli architetti dello studio Biasol è stato quello di proporre uno spazio dal design sorprendente e confortevole, in grado di fornire agli avventori un rifugio dalla frenesia della vita quotidiana.

I disegni simmetrici, precisi e stravaganti, la tavolozza dalle tinte vivaci e nostalgiche, insieme con il branding (insegne, menu e materiale stampato) aiutano questo locale a rassomigliare al “sentiment” che infonde il regista nei suoi film.
Le prospettive sono indirizzate con un solo punto di fuga e rivolte verso l’alto: particolare attenzione è stata prestata ai “bordi del set”, al centro e agli archi perimetrali che incorniciano il “proscenio”.

L’ingresso del Budapest Cafè è ornato da un arco che accoglie i clienti che, varcato questo, sono invitati a proiettarsi nel “palcoscenico cinematografico”.
Da qui, la sollecitazione ad esplorare l’interior design, articolato su diversi livelli, una serie di archi a delimitare le aree del salotto, con scale, gradini e sedute ricavati in angoli inaspettati; è stato fatto largo impiego di materiali di pregio, lampade di design, piccoli divani in pelle e granito, marmi per i caminetti e per il lungo bancone bar.

La giocosità del luogo è enfatizzata da una piccola vasca di palline rosa, da una poltrona originale Eero Aarnio Bubble e dalle insegne al neon ed altri motivi a zig zag. Dalle tinte accese i bagni, con marmi rosa in seminato veneziano rosa contrastano con i toni verdini e nostalgici della caffetteria.
Con la sua eleganza chic e l’atmosfera rilassata ed amabile, il Budapest Cafè si rivela sì un punto di ritrovo dal sapore volutamente femminile, ma in grado di accogliere anche un pubblico più esigente e profondamente conoscitore del mondo del caffè di Melbourne.
Project The Budapest Café
Location Chengdu, China
Design Biasol
Area 178 sqm
Photos courtesy James Morgan
by: AN Shopfitting Magazine n.144 ©
