Un ristorante immersivo nel Tempio Hong’en
Nel cuore storico della capitale cinese, nasce GUI TEMPLE Pechino, un ristorante di design che, al tempo stesso, celebra la tradizione e guarda al futuro. Il progetto, firmato dallo studio DSC•Design, interpreta in chiave contemporanea l’estetica cerimoniale e spaziale dell’antica Pechino, evolvendola in un linguaggio definito “Neo-Jinghua Aesthetics”.

L’edificio che ospita il ristorante – una struttura con oltre 700 anni di storia – ha attraversato secoli di trasformazioni, da monastero buddhista a fabbrica industriale, fino a diventare oggi un simbolo di rigenerazione urbana e continuità culturale.
Il concept: tra axis imperiale e minimalismo industriale
Gli ambienti occupano l’ala ovest del tempio, dove l’impronta architettonica tradizionale dialoga con tracce dell’epoca industriale anni ’50, visibili nelle colonne, nei soffitti grezzi e nei volumi lineari. DSC•Design ha sfruttato questa stratificazione come punto di partenza e, di conseguenza, ha costruito una narrazione immersiva, capace di unire memoria storica e contemporaneità.
L’impianto planimetrico si sviluppa seguendo l’asse nord-sud, in un susseguirsi di ambienti cerimoniali: ingresso, sala principale, private dining room e terrazza. L’alternanza di pieni e vuoti, di luce naturale e penombra, crea un ritmo visivo evocativo, ispirato all’architettura della Città Proibita.
Materiali, luce e dettagli simbolici
Il progetto GUI TEMPLE Pechino mette in scena una raffinata sintesi materica: cemento grezzo, pannelli in legno rosso, finestre incorniciate in acciaio e decorazioni ispirate alle staffe lignee Qing. Le murature, in parte aperte e ricalibrate, in questo modo creano un dialogo continuo tra interno ed esterno, tra storia e natura.
Uno degli elementi più suggestivi è l’uso delle travi esistenti a soffitto, valorizzate da un’illuminazione teatrale che ricorda le lanterne imperiali. Anche i dettagli raccontano: le maniglie ispirate a pietre d’inchiostro, le pavimentazioni che riproducono il tracciato dell’asse centrale di Pechino, e le citazioni pittoriche tratte dagli affreschi del Tempio Fahai.
GUI: la sala privata tra filosofia orientale e convivialità
Il piano superiore ospita la stanza più importante, la sala “GUI”, pensata per banchetti privati. Al centro, un tavolo rotondo si contrappone a uno rettangolare, in un gioco tra cerchio e quadrato che richiama l’estetica filosofica orientale.

Le cromie dominanti – rosso e giallo – richiamano la nobiltà imperiale e al contempo rafforzano il senso di ritualità, mentre il soffitto concavo evoca un’antica meridiana. Sulle pareti, un paesaggio dorato e bassorilievi delicatamente retroilluminati accompagnano il percorso narrativo e sensoriale del ristorante.
Una terrazza con vista sulla torre del Tamburo
La visita si conclude sulla terrazza panoramica, da cui si ammira la Drum Tower. Qui, nella quiete sospesa tra i tetti antichi di Pechino, è possibile quindi vivere un’esperienza gastronomica, degustare la cucina tradizionale cinese reinterpretata in chiave raffinata, all’interno di uno spazio dove la memoria si fonde con l’innovazione progettuale.
DSC•Design
DSC•Design è uno studio di progettazione multidisciplinare con sede a Pechino, noto per la sua capacità di reinterpretare l’eredità architettonica cinese attraverso linguaggi estetici contemporanei. Specializzato in retail, ristorazione e spazi culturali, lo studio lavora sull’integrazione tra storytelling, ricerca formale e sperimentazione materica.
Località: Pechino
Area: 1.436 mq.
Design: DSC•Design
Lead designer: Li Zizhao
Spatial design: Zhang Gongfa, Han Ya, Ding Yifan
Photo credit: Valley Vision/Zhong Ziming








