Un progetto visionario firmato da Margot Krasojević introduce un nuovo modello di ospitalità galleggiante nel Pacifico. Si tratta di un hotel d’emergenza capace di fondere ingegneria marina, architettura galleggiante, design bio-ispirato e tecnologie rinnovabili, offrendo un rifugio sicuro e sostenibile contro eventi estremi come gli tsunami.
Architettura galleggiante e ispirazione naturale
La struttura trae ispirazione da pontoni galleggianti, boe oceaniche, cetacei addormentati e piattaforme petrolifere a gamba tesa. Questi riferimenti vengono reinterpretati attraverso un linguaggio architettonico sperimentale che combina funzionalità e suggestione. Il complesso si compone di tre corpi verticali abitabili, ancorati al fondale marino e progettati per immergersi autonomamente durante un’onda di tsunami e riemergere in sicurezza una volta superato il pericolo.

Facciate gonfiabili e camere iperbariche
Una delle innovazioni più sorprendenti riguarda le facciate gonfiabili, simili a giubbotti di salvataggio. Questi involucri si espandono all’occorrenza, stabilizzano la struttura e ne agevolano la risalita. Le unità abitative, costruite in acrilico rinforzato, sono protette da tali rivestimenti e ciascuna integra una camera iperbarica, in grado di regolare la pressione durante le immersioni.
Tecnologie rinnovabili e autosufficienza energetica
L’hotel si distingue per la sua completa autonomia energetica. Un sistema di turbine eoliche fotoniche, montate su alberi telescopici, sfrutta sensori in fibra ottica per monitorare parametri come tensione, temperatura e vibrazioni. In questo modo, le prestazioni vengono ottimizzate, la manutenzione ridotta e la durata operativa notevolmente estesa.
Un’esperienza turistica oltre l’overtourism
Collocata in un tratto remoto dell’Oceano Pacifico, la struttura rappresenta un’alternativa alle destinazioni costiere sovraffollate. Raggiungibile in barca o elicottero, offre un’esperienza a metà tra crociera e stazione oceanografica. Il sistema di galleggiamento fisso ricorda l’effetto di una nave ancorata, creando un contesto unico e immersivo.
Ingegneria marina e architettura del futuro
I serbatoi di zavorra, ispirati al sistema respiratorio delle balene megattere dormienti, garantiscono stabilità e regolano il galleggiamento. Questo approccio dimostra come l’architettura possa incorporare soluzioni ingegneristiche avanzate per affrontare sfide globali come l’innalzamento dei mari e la fragilità delle aree costiere. Il risultato è un habitat resiliente, pronto a rispondere ai cambiamenti climatici più estremi.
Location: Oceano Pacifico, 50 miglia da Taiwan
Cliente: Ministero dello Sviluppo e dell’Ecologia, Cina
Architettura Margot Krasojević Architecture
Photo credit: © Margot Krasojević




