Nel centro storico di Verona, al piano terra di un palazzo del Seicento, Atelier Albertini sviluppa su oltre 200 mq un concept store interamente dedicato alla futura sposa. Il progetto di interior design, firmato da PiùStore, costruisce attorno alla scelta dell’abito un percorso articolato in ambienti differenti, nel quale esposizione, luce e architettura accompagnano progressivamente l’esperienza.
Il cuore dell’atelier è rappresentato dagli abiti da sposa della stilista torinese Maura Brandino, scelti dalla titolare Katia Albertini per l’attenzione alla sartorialità e al Made in Italy. Attorno alla collezione si sviluppano prodotti e servizi complementari dedicati alla preparazione del matrimonio.

L’interior design come percorso
Il progetto parte dalla volontà di trasformare la visita in una sequenza di momenti dedicati alla futura sposa. La particolare configurazione a ferro di cavallo della pianta ha contribuito alla definizione del layout, permettendo di organizzare una successione di stanze con caratteristiche e funzioni differenti.
La progettazione del negozio di moda assume così una dimensione esperienziale: il percorso non si limita all’esposizione degli abiti, ma costruisce progressivamente ambienti più raccolti nei quali osservare, scegliere e provare le collezioni.
Già dalle vetrine su strada emerge il principio compositivo dell’atelier. Gli abiti sono collocati all’interno di paraventi circolari ispirati al disegno del pizzo, trasformando il prodotto nel fulcro della scena espositiva. Disegnati su misura da PiùStore, i paraventi sono realizzati in metallo con lamiere tagliate a laser e assemblate da artigiani locali.

Tra architettura storica e arredi su misura
All’ingresso dell’atelier due paraventi introducono il percorso. Quello sulla sinistra è leggermente orientato verso la vetrina, mentre l’elemento sulla destra diventa una speciale struttura espositiva per gli abiti. A soffitto, una coppia di lampadari dalle forme leggere richiama visivamente le onde e i drappeggi dei tessuti.
Accanto agli elementi contemporanei, il progetto mantiene visibili alcune tracce dell’edificio storico. Un grande tavolo del Settecento dialoga con una parete in mattoni lasciata a vista e con il monogramma “AA”, mentre nella stanza successiva una struttura espositiva essenziale crea un contrasto con le superfici irregolari in mattoni e pietra.
L’area dedicata agli accessori utilizza mensole in cristallo sostenute da una struttura tubolare metallica ad arco. Due poltrone ottocentesche appartenenti alla famiglia Albertini introducono un ulteriore elemento storico all’interno della composizione.

La luce valorizza tessuti e tonalità degli abiti
Accanto all’illuminazione decorativa, particolare attenzione è riservata alla luce tecnica destinata al prodotto. La scelta degli apparecchi, delle potenze e delle temperature di colore è studiata per restituire correttamente le tonalità pastello e le differenti gradazioni di bianco degli abiti, evitando di alterarne la percezione.
Procedendo verso la parte più riservata dell’atelier, il percorso assume un carattere maggiormente intimo. Una scultura in bronzo raffigurante una Venere, opera dell’artista Sergio Cappellini, introduce simbolicamente alla zona dedicata alla prova dell’abito.
Il camerino sartoriale costituisce il momento conclusivo della sequenza. Tende a tutta altezza, superfici chiare e il paravento decorativo definiscono uno spazio separato dal resto dell’atelier, mantenendo la continuità del linguaggio progettuale.

Location: Verona, Italia
Area: oltre 200 mq
Project: Adriana Genro – PiùStore
Photo credit: Andrés Otero
