Un linguaggio spaziale tra sottrazione e materia
Il progetto di retail design minimalista dello store Polite Society si definisce attraverso un approccio per sottrazione, in cui la costruzione dello spazio avviene tramite un uso controllato della materia e della luce. Lโambiente interno si configura come un sistema neutro, caratterizzato da superfici continue e tonalitร chiare, pensato per garantire una lettura nitida del prodotto.
Le pareti assumono un ruolo attivo nella composizione spaziale. Il trattamento materico, volutamente irregolare, introduce aperture che interrompono la continuitร dellโintonaco e rivelano elementi strutturali verticali. Questo dispositivo genera una percezione stratificata dello spazio, costruendo una relazione tra superfici finite e parti lasciate a vista.

Materiali e sistemi espositivi
La selezione dei materiali si concentra su un numero limitato di elementi: intonaco, metallo e vetro. Questa riduzione consente di mantenere coerenza visiva e controllo percettivo allโinterno dello spazio.
I sistemi espositivi sono realizzati in tubolare metallico e configurati come strutture sospese tramite cavi. La leggerezza visiva di questi elementi contribuisce a mantenere la continuitร spaziale e a ridurre lโimpatto degli arredi sul volume complessivo.
La distribuzione dei capi avviene in modo diradato, evitando concentrazioni eccessive. Questo approccio consente di attribuire a ogni elemento esposto una maggiore autonomia visiva, rafforzando il rapporto diretto tra prodotto e spazio.
Layout e organizzazione dello spazio
Il layout del negozio segue una configurazione lineare, con gli elementi espositivi disposti lungo il perimetro. Il centro dello spazio rimane libero, permettendo una fruizione fluida e una lettura immediata dellโambiente.
Questa organizzazione favorisce la chiarezza distributiva e riduce le interferenze visive. Il percorso non รจ rigidamente definito, ma si sviluppa in modo intuitivo, accompagnando il visitatore attraverso una sequenza di punti focali.
Illuminazione e percezione
Lโilluminazione รจ progettata per garantire uniformitร e controllo delle superfici. I corpi illuminanti, integrati a soffitto, diffondono una luce morbida e omogenea, evitando contrasti marcati.
Le superfici riflettenti e gli specchi amplificano la profonditร dello spazio, contribuendo a una percezione piรน estesa dellโambiente. La luce, in questo contesto, non รจ elemento scenografico ma strumento di definizione spaziale.
Elementi progettuali e identitร
Alcuni elementi emergono come dispositivi caratterizzanti. Il banco cassa si configura come un volume compatto, definito da una finitura materica coerente con il resto dello spazio. I tavoli espositivi introducono variazioni puntuali, senza alterare lโequilibrio complessivo.
Le aperture irregolari nelle pareti rappresentano il principale elemento identitario del progetto. Non si tratta di un intervento decorativo, ma di un dispositivo capace di articolare lo spazio e costruire profonditร visiva.
Facciata e relazione con lโesterno
La facciata riprende il linguaggio interno, mantenendo coerenza tra involucro e spazio espositivo. Lโutilizzo del vetrocemento introduce una superficie filtrante, che consente il passaggio della luce preservando una certa opacitร .
Le aperture, trattate con lo stesso approccio materico delle pareti interne, creano una continuitร percettiva tra interno ed esterno, rafforzando lโidentitร del progetto.
Location: Bandra, Mumbai
Design: Studio Hasta
Lead architect: Nishil Shah
Photo credits: PSB_Photo Docket
