Nel cuore dellโUpper East Side, allโinterno di una townhouse vittoriana di fine Ottocento, La DoubleJ apre il suo primo flagship store negli Stati Uniti. The Lighthouse, progettato dallo studio fiorentino b-arch, fondato da Sabrina Bignami e Alessandro Capellaro, interpreta lโuniverso creativo del brand attraverso un percorso che mette in relazione moda, interior design e dimensione esperienziale.
Piรน che configurarsi come un tradizionale spazio commerciale, The Lighthouse costruisce unโesperienza immersiva attorno ai temi della crescita personale, della spiritualitร e della trasformazione. Moda, gioielli, home collection e pratiche di meditazione convivono allโinterno di un ambiente che amplia la funzione del retail, trasformandolo in luogo di incontro, scoperta e condivisione.
Unโarchitettura rotonda dentro unโarchitettura quadrata
Lโintervento occupa i primi tre livelli di una townhouse caratterizzata da una forte identitร architettonica preesistente. La configurazione originaria, scandita da ambienti rigorosamente rettangolari, dettagli in ottone, superfici in marmo e un marcato linguaggio Classic Modern, appariva distante dallโuniverso visivo di La DoubleJ.
Non potendo modificare radicalmente la struttura dellโedificio, b-arch sceglie una strategia di sovrapposizione anzichรฉ di sostituzione. Da questa condizione nasce il principio che guida lโintero progetto: introdurre unโarchitettura โrotondaโ allโinterno di unโarchitettura โquadrataโ.
Il cerchio diventa cosรฌ il principale elemento geometrico e simbolico dellโintervento. Associato ai concetti di continuitร , energia, movimento e connessione, prende forma attraverso una sequenza di ambienti circolari e semicircolari inseriti nelle stanze originarie.
Il dialogo tra la townhouse e lโuniverso La DoubleJ
Lโaccesso avviene attraverso la facciata restaurata, che conserva il carattere della townhouse vittoriana. Lโingresso introduce immediatamente il linguaggio decorativo che caratterizza gli interni, anticipato anche dalla pavimentazione grafica che accompagna il visitatore verso la porta.
Il rapporto tra lโinvolucro storico e lโuniverso visivo di La DoubleJ costituisce uno degli elementi centrali del progetto. Cornici, scale e proporzioni proprie dellโarchitettura newyorkese convivono con pattern floreali, colori saturi e superfici ornamentali, trasformando progressivamente lโedificio in un supporto narrativo per lโidentitร del brand.
Il percorso si sviluppa come una successione di episodi spaziali collegati da portali in ottone, concepiti come vere e proprie soglie. Ogni passaggio introduce unโatmosfera differente e accompagna il visitatore attraverso aree dedicate alla moda, agli accessori, agli oggetti decorativi e alle installazioni.






Lo scalone come fulcro scenografico
Lo scalone centrale diventa uno dei momenti piรน riconoscibili di The Lighthouse. Pareti e soffitto sono avvolti da un articolato motivo floreale, mentre una cascata di elementi luminosi sospesi attraversa verticalmente lo spazio.
La scala non svolge quindi soltanto una funzione distributiva: diventa parte integrante della narrazione architettonica e collega visivamente i diversi livelli del flagship.
La componente materica rafforza il carattere sensoriale degli ambienti. Tonalitร calde e avvolgenti costituiscono il fondale sul quale emergono le nuove geometrie curve, mentre superfici iridescenti in madreperla contribuiscono a diffondere la luce e ad aumentare la profonditร percettiva. I dettagli in ottone sottolineano portali e strutture, rafforzando il tema del passaggio tra un ambiente e lโaltro.
Pattern e geometrie diventano architettura
Grandi tappeti circolari definiscono le diverse stanze e contribuiscono alla loro organizzazione spaziale. I disegni, sviluppati a partire dallโuniverso grafico di La DoubleJ, non funzionano semplicemente come elementi decorativi, ma partecipano alla costruzione dellโarchitettura attraverso geometrie, colori e campiture che individuano le differenti aree.
Dove le dimensioni degli ambienti non consentono lโinserimento di strutture realmente circolari, b-arch ricorre invece a superfici specchianti capaci di ampliare visivamente lo spazio e costruire configurazioni apparentemente simmetriche.
La strategia emerge con particolare evidenza nelle aree dedicate alla home collection, dove tessili, ceramiche, vetri e oggetti decorativi sono inseriti allโinterno di ambienti caratterizzati da boiserie scure, pattern e superfici riflettenti. Il risultato richiama la densitร espositiva di una contemporanea wunderkammer.
The Temple: il retail incontra la ritualitร
Il terzo livello ospita gli ambienti maggiormente legati alla componente esperienziale del progetto. Accanto a una VIP Room destinata agli incontri privati con la clientela si trova The Temple, uno spazio concepito per attivitร di meditazione e pratiche olistiche.
Lโambiente si distingue nettamente dalle aree commerciali: una tonalitร calda e uniforme avvolge pareti, soffitto e pavimento, mentre cuscini disposti secondo una geometria regolare organizzano lo spazio attorno a un grande gong collocato davanti alle finestre.
ร qui che The Lighthouse supera piรน chiaramente la tipologia del fashion store convenzionale. La vendita rimane parte del progetto, ma viene inserita in un sistema piรน ampio di relazioni tra prodotto, interior design, ritualitร e dimensione comunitaria.
Con The Lighthouse, b-arch traduce lโidentitร visiva di La DoubleJ in unโarchitettura stratificata, lavorando sul contrasto tra la struttura storica della townhouse e un nuovo sistema di geometrie, pattern e soglie. Il progetto offre cosรฌ un esempio di progettazione di negozi moda in cui lโacquisto si inserisce in un percorso piรน ampio, tra ambienti dedicati allโincontro, alla contemplazione e alla relazione con il brand.
Location: New York, USA
Design: b-arch โ Sabrina Bignami, Alessandro Capellaro
Photo credit: Phillip Reed
