Con le collezioni Windows of Light e Jadeela, Lithea sviluppa la propria ricerca sul rivestimento lapideo trasformando la superficie in un elemento architettonico capace di generare ritmo, profondità e variazioni percettive. I due progetti, firmati da Shahad Alazzaz – Azaz Architects, condividono una riflessione sul rapporto tra materia e luce, ma sviluppano linguaggi differenti, entrambi costruiti attraverso il dialogo tra riferimenti culturali e interpretazione contemporanea.
La pietra naturale non viene quindi utilizzata come semplice finitura, ma lavorata attraverso rilievi, incisioni e geometrie modulari che modificano la percezione della parete al variare della luce.
Windows of Light: la parete come sequenza architettonica
In Windows of Light, la parete viene concepita come una sequenza modulare che richiama il tema della finestra, interpretata non soltanto come elemento costruttivo ma come soglia simbolica tra interno ed esterno, ombra e illuminazione, introspezione e apertura.
La composizione geometrica alterna volumi scolpiti e inserti materici che interrompono la regolarità del disegno attraverso variazioni di texture e profondità. Le superfici in Bianco Carrara dialogano con gli accenti in Verde Guatemala e con piccoli dettagli sferici in ottone, utilizzati per sottolineare gli innesti e rafforzare la precisione grafica della composizione.
L’effetto complessivo è quello di una pelle architettonica tridimensionale sulla quale la luce scorre lungo i rilievi, generando ombre nette e continue variazioni percettive. Il modulo segue una scansione rigorosa ma non statica: aperture verticali, incisioni e inserti materici costruiscono un ritmo visivo che richiama l’articolazione delle facciate storiche, reinterpretata attraverso un linguaggio contemporaneo ed essenziale.


Jadeela: una superficie lapidea dalla qualità tessile
Se Windows of Light sviluppa la relazione tra apertura e luminosità, Jadeela introduce una ricerca maggiormente tattile e ornamentale. La collezione trae ispirazione dalla Halter Class del cavallo arabo e dalle elaborate intrecciature decorative legate alla sua tradizione estetica.
Shahad Alazzaz traduce questo riferimento culturale in una superficie tridimensionale composta da moduli in Bianco Avorio, caratterizzati da rilievi morbidi e continui che evocano il movimento delle trecce e la precisione della lavorazione artigianale.
La parete assume così una qualità quasi tessile. Pieni e vuoti, curvature e differenti spessori costruiscono una composizione dinamica che cambia in funzione dell’incidenza della luce. Il disegno produce campiture scultoree di forte presenza visiva mantenendo al tempo stesso un linguaggio controllato, senza ricorrere a una decorazione ridondante.
La materia lapidea viene trattata come una superficie plastica, capace di costruire una dimensione sensoriale attraverso ombre, variazioni luminose e continuità materica.


Il rivestimento come elemento attivo dell’architettura
Windows of Light e Jadeela evidenziano l’approccio di Lithea al rivestimento come elemento architettonico attivo, non limitato alla funzione decorativa ma concepito come parte della costruzione percettiva dello spazio.
La pietra naturale viene interpretata attraverso una grammatica contemporanea che combina lavorazione, modularità e ricerca tridimensionale. La parete diventa così una superficie capace di modificarsi visivamente attraverso la luce e di stabilire una relazione diretta con volume, materia e atmosfera.
Design: Shahad Alazzaz – Azaz Architects
Firm: Lithea
Photo credit: Nino Bartuccio
