Portare gli studenti fuori dall’aula e metterli di fronte a uno spazio reale, a un committente e ai vincoli di una struttura esistente. È su questo principio che si sviluppa la collaborazione tra Icon Collection e Accademia Cappiello di Firenze, un percorso dedicato agli studenti del corso biennale professionale di Interior Design che avvicina la formazione alle dinamiche di un incarico professionale.
Giunta al quinto anno, l’iniziativa ha coinvolto nel tempo diverse strutture alberghiere e dal 2023 utilizza le camere dell’Hotel Botticelli di Firenze come campo di applicazione. L’obiettivo non è lavorare su un ambiente astratto, ma affrontare un progetto di re-design partendo da condizioni, necessità e interlocutori reali.
Il sopralluogo come punto di partenza
Il processo progettuale comincia direttamente in hotel. Gli studenti effettuano il sopralluogo, osservano gli ambienti, eseguono i rilievi dell’esistente e raccolgono le informazioni necessarie allo sviluppo delle successive proposte.
Questa fase permette di leggere la camera oltre la sua componente estetica. Dimensioni, distribuzione, caratteristiche tecniche e modalità di utilizzo diventano dati di progetto da mettere in relazione con le esigenze operative della struttura.
Al rilievo segue il confronto con il committente, attraverso il quale vengono approfonditi obiettivi, necessità e identità dell’hotel. È uno dei passaggi che maggiormente avvicina l’esperienza didattica alla pratica professionale: le richieste devono essere analizzate e tradotte in soluzioni compatibili con lo spazio e con il funzionamento della struttura.
Dal rilievo alle soluzioni di interior design
Terminato il lavoro sul posto, le informazioni raccolte diventano la base per sviluppare concept, soluzioni distributive, materiali, colori e arredi. Gli studenti devono quindi confrontarsi con i vincoli dell’esistente e individuare gli elementi sui quali intervenire attraverso il progetto.


Nel caso dell’Hotel Botticelli, il rapporto con l’esistente assume una particolare rilevanza. La struttura occupa un palazzo cinquecentesco nel centro di Firenze, caratterizzato da volte a vela, sale con volte affrescate, portali e finestre in pietra e una loggia rinascimentale. L’edificio è sottoposto a tutela architettonica dal 1935.
La progettazione deve quindi misurarsi con un’identità architettonica già definita. Il tema non è cancellare le caratteristiche dello spazio per costruirne uno completamente nuovo, ma capire quali elementi possano essere valorizzati e come le nuove soluzioni possano inserirsi all’interno della struttura.
Progettare la camera come insieme di funzioni
Una camera d’hotel concentra in uno spazio limitato diverse esigenze. Distribuzione degli arredi, percorsi, illuminazione, contenimento e superfici devono essere considerati insieme, tenendo conto sia dell’esperienza dell’ospite sia delle necessità operative della struttura.
In questo senso il progetto non coincide con la sola definizione dell’immagine dell’ambiente. Le scelte estetiche devono confrontarsi con dimensioni, vincoli e funzioni, mentre materiali e arredi entrano nel progetto anche per il modo in cui contribuiscono all’utilizzo quotidiano dello spazio.
Il percorso dell’Accademia Cappiello si conclude con lo sviluppo e la consegna degli elaborati progettuali. Gli studenti sono così chiamati a mettere insieme competenze tecniche e creative, capacità di analisi e confronto con il committente, seguendo una sequenza di lavoro vicina a quella di un incarico professionale.
Re-design: intervenire senza ripartire da zero
Lavorare su una struttura esistente introduce infine un tema importante nella progettazione hospitality: rinnovare uno spazio non significa necessariamente sostituirne ogni elemento.
Il re-design può partire dall’analisi di ciò che esiste, individuando cosa conservare, quali funzioni migliorare e dove intervenire per adeguare gli ambienti a nuove esigenze. È un approccio che il comunicato collega anche a una maggiore attenzione all’impiego delle risorse e alla valorizzazione dell’esistente.
Nel passaggio dall’aula all’hotel, il valore dell’esperienza sta quindi soprattutto nel metodo: osservare, rilevare, comprendere i vincoli, confrontarsi con il committente e solo successivamente progettare. La camera d’hotel diventa così un caso concreto attraverso il quale sperimentare la complessità dell’interior design applicato all’ospitalità.
