Furti in aumento nei supermercati: “rubano beni di lusso da rivendere”

Furti in aumento nei supermercati: “rubano beni di lusso da rivendere”

📅27 Ottobre 2011, 14:10

“Nei supermercati rubano soprattutto beni di lusso per poterli rivendere sul mercato nero”.

Pierpaolo Lambrini, Responsabile Vendite e canale indiretto di Checkpoint Systems spiega i risultati dell’edizione 2011 del Barometro Mondiale dei Furti nel Retail, condotta dal Centre for Retail Research e patrocinata da Checkpoint Systems.

furti nei supermercati
Nel nostro Paese le perdite, subite dai responsabili dei punti vendita, hanno raggiunto un valore di circa 3,5 miliardi di euro. Rispetto al 2010, l’Italia ha aumentato le differenze inventariali del 7%, superando la media globale di incremento che è stata pari al 6,6%.
In Italia sono aumentati anche i furti commessi da parte dei clienti: sono infatti il 52,7% i taccheggi a opera di bande organizzate o da ladri non professionisti (erano 52% nel 2010), un valore ben più alto rispetto alle medie europee e mondiali. Anche i furti ad opera dei dipendenti sono aumentati, passando dal 25% del 2010 al 25,9% di quest’anno.

La classifica dei prodotti più rubati, in Italia così come nel resto del mondo, vede al primo posto accessori firmati, seguiti da prodotti di Hi-Tech e dai profumi. “Si tratta principalmente di beni di lusso – spiega Lambrini – facilmente rivendibili sul mercato nero. E’ così per le borse firmate, ma anche per l’elettronica e i prodotti ‘fai da te’ come trapani, attrezzature elettriche e cavi. Stesso discorso anche per gli alimentari. Vediamo che vengono rubati soprattutto prodotti di alta gamma da poter vendere con maggiore facilità“.

Un costo che però alla fine ricade sulle famiglie. “In media in Europa si traduce in una maggiorazione sul conto della spesa – spiega il Professor Joshua Bamfield, direttore del Centro Retail Research e autore dello studio – pari a 150 euro, mentre in Italia la ‘tassa invisibile’ che le famiglie sono costrette a pagare sale addirittura a 175,31 euro circa 12 euro in più rispetto al 2010”.

Il taccheggio, le frodi da parte di dipendenti e fornitori, la criminalità organizzata e gli errori amministrativi hanno rappresentato nel 2011 un costo globale per il settore della vendita al dettaglio pari a 88,878 miliardi di euro, equivalente all’ 1,45% delle vendite.

I furti da parte dei clienti nel mondo hanno subito un incremento rispetto al 2010 pari al 13,4%. Il 43,2% delle perdite a livello globale viene attribuito infatti a questa tipologia di furti definiti ‘esterni’. I dipendenti disonesti, autori dei furti ‘interni’, sono stati responsabili di perdite per 31,080 miliardi di euro. L’ammontare medio rubato dai dipendenti in Europa è risultato oltre quattordici volte superiore al valore medio dei beni sottratti dai taccheggiatori.

Mentre a livello globale le spese per la sicurezza crescono del 5,6% rispetto al 2010, non è così per l’Europa, dove si registra una contrazione del 6,25% e dell’Italia, scese dallo 0,36% del 2010 allo 0,29% del 2011. Calano anche gli investimenti nelle attrezzature antitaccheggio.“ A causa dell’arresto subito dalla crescita economica durante lo scorso anno – conclude Farrokh Abadi, Shrink Management Solutions President di Checkpoint Systems – non hanno aumentato gli investimenti destinati alle attrezzature alla pari di quanto hanno fatto per il resto delle proprie spese destinate alla prevenzione delle perdite”.


 

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