Serapian inaugura a Tokyo il suo primo flagship store in Giappone, portando nel cuore di Ginza un’interpretazione dello stile milanese costruita attorno all’alto artigianato e ai Métiers d’Art italiani. Il nuovo spazio traduce l’universo della maison in un ambiente calibrato nei dettagli, dove interior, materiali e opere d’arte concorrono a definire un’esperienza immersiva. In questa prospettiva, il progetto si inserisce come esempio di progetto di retail design concepito per esprimere identità, cultura materiale e servizio su misura.
La boutique, destinata al pubblico giapponese, accoglie collezioni di pelletteria e accessori per uomo e donna, con un’attenzione specifica alla proposta bespoke della maison. Più che un semplice spazio di vendita, Villa Serapian Ginza si presenta come una narrazione tridimensionale dell’immaginario Serapian, in cui Milano diventa riferimento culturale, estetico e progettuale.
Distribuito su due livelli per una superficie complessiva di 200 metri quadrati, il negozio richiama la sede milanese di Serapian, Villa Mozart, progettata da Piero Portaluppi. Il riferimento non è soltanto storico, ma spaziale e atmosferico: la facciata in giallo Maria Teresa rimanda a una tonalità ricorrente del paesaggio urbano milanese, mentre l’ingresso riprende l’impianto della villa originaria. Le vetrine ospitano opere di Lorenzo Vitturi, realizzate in dialogo con artigiani di Murano, che assumono la forma di sculture totemiche e rafforzano la relazione tra prodotto, arte e allestimento.

Un interno che traduce l’eleganza milanese in chiave immersiva
L’ingresso a Villa Serapian Ginza è concepito come l’accesso a una residenza privata più che a una boutique tradizionale. Al piano terra, l’ambiente è definito da una combinazione di materiali, arredi e opere che costruiscono un’atmosfera densa ma controllata. I pavimenti in mosaico di marmo, realizzati su misura in Italia e posati da artigiani italiani, dialogano con i rivestimenti in tessuto Dedar e con un lampadario di Carlo Scarpa, che diventa elemento dominante dello spazio.
Tra i pezzi presenti compaiono una scultura degli anni Sessanta di Riccardo Scarpa, tavoli in marmo di Budri con pietre semipreziose, un’installazione in vetro veneziano di Lorenzo Vitturi e arredi firmati Marta Sala Éditions. A definire ulteriormente il carattere dell’interno contribuisce un pannello con mosaico in pelle, pensato per restituire la varietà cromatica e materica che contraddistingue l’offerta Serapian.
Un passaggio ad arco introduce a una seconda stanza immaginata come un giardino d’inverno. Qui il pavimento a mosaico personalizzato e i rivestimenti dipinti a mano da Pictalab, caratterizzati da un motivo botanico ispirato a Casa degli Atellani, rafforzano il dialogo con l’eredità di Portaluppi. La continuità narrativa del progetto è affidata anche alla scala, accompagnata da una scultura in mosaico metallico di De Castelli, che conduce al piano superiore.
Al piano superiore, un salotto dedicato al bespoke
Salendo al primo piano, il percorso è accompagnato da una serie di fotografie in bianco e nero che raccontano la storia della famiglia Serapian, a partire dal fondatore Stefano Serapian, che avviò la maison nel 1928. Il livello superiore è concepito come un salotto intimo, dove i rivestimenti murali dipinti a mano riprendono riferimenti botanici e celesti, ancora una volta in relazione agli interni di Casa degli Atellani.
Lo spazio è definito da un parquet nero, da una moquette gialla a contrasto e da una selezione di arredi di Azucena e Marta Sala Éditions. Tra questi compare anche la sedia Catilina, sviluppata in collaborazione con Serapian e caratterizzata da un motivo Mosaico in pelle. Completa l’ambiente un’opera commissionata a Lorenzo Vitturi, che contribuisce a rafforzare il rapporto tra il progetto commerciale e una dimensione quasi domestica.
È su questo piano che trova posto l’atelier su misura, affidato alla presenza di un artigiano capace di accompagnare il cliente nella personalizzazione del prodotto. La possibilità di configurare una borsa selezionando oltre 50 tonalità di nappa, combinabili attraverso il motivo Mosaico, traduce il concetto di bespoke in esperienza concreta e rende il servizio parte integrante dell’architettura del negozio.

Una boutique concepita come residenza privata
Ogni elemento di Villa Serapian Ginza è calibrato per costruire un’esperienza coerente e distinta, in cui il confine tra boutique e casa si fa volutamente sottile. Dai vassoi di servizio disegnati da Bonacina alle composizioni floreali di Satoshi Kawamoto, artista giapponese attivo a Milano, fino alla profumazione dello spazio, costruita attorno a note di cuoio e accenti floreali, il progetto lavora su registri sensoriali differenti per restituire una precisa idea di ospitalità milanese.
Più che replicare un codice estetico, il flagship store di Tokyo traduce l’identità Serapian in una sequenza di ambienti che mettono in relazione artigianato, memoria e progetto. Il risultato è una boutique che assume il carattere di un interno collezionato, dove il prodotto si inserisce in un racconto più ampio fatto di materiali, riferimenti culturali e dettagli su misura.
Location: Tokyo, Giappone
Brand: Serapian
Photo courtesy: Serapian
