La “Designer Of The Year” Cristina Celestino e Kdln lanciano la sfida Green del futuro

Cristina Celestino e Kdln lanciano la sfida Green del futuro

Sostenibilità, durabilità, rispetto dei materiali, eticità dei processi. Sono queste le sfide del futuro per i professionisti del design che, soprattutto con la crisi scatenata da guerra e pandemia, devono riflettere sulle conseguenze causate dalla carenza e dalla difficoltà di approvvigionamento di materie prime.

Cristina Celestino e Stefano Bordone
Cristina Celestino e Stefano Bordone

Cristina Celestino e Kdln lanciano da Maison&Objet 2022 la sfida green del futuro: “Lo richiede la società”

Interessante occasione di riflessione e dialogo sarà Maison&Objet, il più grande evento dedicato ai professionisti del lifestyle in tutte le sue espressioni, che si terrà da oggi fino al 12 settembre a Parigi. Tra le voci italiane che esporteranno a Parigi la qualità del Made in Italy, Cristina Celestino, designer of the year, e il brand d’illuminazione Kdln

L’interior design è in crescita costante. Su scala globale, il 2021 ha messo a segno un consumo di mobili e illuminazione per 599 miliardi di dollari, superando i livelli pre-pandemia. Merito anche di occasioni di confronto e dialogo su trend e nuove sfide, come Maison&Objet, il più grande evento dedicato ai professionisti del lifestyle in tutte le sue espressioni, in programma da oggi al 12 settembre a Parigi.

Dalla decorazione al design di interni, all’arredamento e agli accessori, la fiera che esplora ogni universo e stile decorativi, per rinnovare le idee, stravolgere le tendenze e per mostrare soluzioni progettuali ai visitatori di tutto il mondo in cerca di originalità, rifletterà sul futuro del design, non solo dal punto di vista economico, ma anche creativo e dalla vocazione cosmopolita, attraverso un dialogo costante tra marchio e designer. Come dimostra il lavoro di aziende come Kdln, top brand italiano d’illuminazione decorativa di successo internazionale da ben 26 anni.

Kdln ha puntato tutto sui propri designer: oltre 29 professionisti provenienti da tutto il mondo

Un dinamico melting pot di creatività al servizio del design, dall’Italia alla Francia, attraversando la Grecia, l’Australia e non solo. Un team di professionisti che, grazie la lavoro di talent scouting dell’azienda, coniuga ricerca poetica e tecnologica. Senza dimenticare l’utilizzo eticamente ed ecologicamente responsabile di materiali di alta qualità. Una cifra stilistica tipica del brand Kdln, di cui i designer si fanno portavoce nel mondo, e che da sempre differenzia il brand portato al successo da Stefano Bordone, presidente dell’azienda, grazie anche al lavoro di un team solido e creativo: “Grazie al nostro complesso e delicato lavoro di scouting, diamo voce alla creatività. Lavoriamo con designer giovani e non, provenienti da diversi paesi e con background culturali differenti. La contaminazione creativa che caratterizza Kdln è unica”.

Lampade eleganti e dal design unico

Ed è proprio questa filosofia di ricerca creativa e funzionale che ha spinto Kdln e Cristina Celestino, designer di fama internazionale, insignita di diversi riconoscimenti tra cui, proprio nel corso della fiera parigina, il “Designer of the year”, a dar vita a creazioni come Opyo Suspension, Opyo Floor e Lilli, tre lampade eleganti e dal design unico che coniugano il linguaggio della natura.

Cristina Celestino e Kdln lanciano la sfida Green del futuro
Opyo Floor

Uno stile e una vocazione improntati alla bellezza, quelle di Kdln, che oggi trovano nuova voce in “Palais Exotique”, un progetto che vedrà questa sinergia nuovamente protagonista attraverso Opyo Floor, da oggi al 12 settembre, a Parigi, nel corso di Maison&Objet. Bellezza e ricerca, valori di cui, ancora una volta, Kdln si fa main ambassador in ottica ecosostenibile: “Le necessità, non solo funzionali, a cui deve rispondere il design dichiara Celestinosi confrontano oggi con una società che si trova di fronte a sfide fondamentali, come la sostenibilità, la durabilità, il rispetto dei materiali, l’eticità dei processi”.

Una causa, quella ambientale, di cui noi di Kdln ci siamo fatti portavoce – prosegue Stefano Bordone, presidente Kdln grazie alla collaborazione con Eden Reforestation Projects, un’importante campagna di sensibilizzazione a favore della salvaguardia del Pianeta e di impegno attivo, attraverso la riforestazione in Kenya”.

“Ci sono temi oramai imprescindibili dal nostro modo di lavorare, è la nostra società che ce lo richiede, è un fatto etico e di rispetto verso noi stessi”, conclude Celestino.

Una scelta, quella di Opyo Floor, la lampada Kdln che illuminerà il progetto Palais Exotique, che rappresenta a pieno l’indissolubile connubio tra design e natura che caratterizza da sempre il lavoro della designer e di Kdln: “Il paesaggio vegetale è da sempre una fonte di ispirazione per il mio lavoro. I dettagli minimi di una pianta racconta Celestinospesso nascondono un micro mondo che studio ed analizzo profondamente. La lampada Opyo Floor si ispira alla geometria organica del seme di papavero. Il volume del diffusore in vetro opalino compone con la corona metallica un volume puro, leggero ed equilibrato nel segno, a memoria e sintesi del riferimento che tiene a mente”.

“Sono entusiasta di rappresentare con Kdln questo nuovo trend che vede il design raccontare e rappresentare la natura. Molti dei nostri prodotti della collezione 2022 sono ispirati dall’ambiente che ci circonda. Il legame che coltiviamo con la natura non è solo in ottica di responsabilità etica, ma anche creativo”, conclude Bordone.

Un importante certificato di qualità e di creatività declinato al femminile che il brand e la designer portano avanti con orgoglio, ribadendo con certezza il ruolo della donna all’interno del mercato del lavoro e del comparto design: “La nostra è un’azienda che fa della parità di genere uno dei suoi valori fondanti: premiamo creatività e capacità”, racconta Bordone.  

“Il mondo sta cambiando molto velocemente e con esso la ridistribuzione del peso dato ai geneririflette ad alta voce CelestinoMi sento fortunata di essere nata nella parte occidentale del mondo, dove c’è un rispetto reciproco e, almeno per quanto riguarda il mio mestiere, una parità di competenze”.