Loss Prevention nel retail: layout, tecnologie e prevenzione predittiva

Webinar ITAB Italy sulle differenze inventariali nel retail e sulle tecnologie di Loss Prevention

La Loss Prevention nel retail sta evolvendo da un modello basato sul controllo dei furti a una strategia che integra progettazione degli spazi, gestione dei processi e analisi dei dati. Un webinar organizzato da ITAB Italy ha approfondito le soluzioni per ridurre le differenze inventariali nei punti vendita, con particolare attenzione alla grande distribuzione. Dal posizionamento dei prodotti alla gestione degli accessi, fino all’impiego di Computer Vision, RFID e Intelligenza artificiale, emerge un approccio alla sicurezza che considera l’intero funzionamento del negozio.

Differenze inventariali: perché non dipendono soltanto dai furti

Le differenze inventariali rappresentano lo scostamento tra le quantità di merce registrate nei sistemi gestionali e quelle effettivamente disponibili. Non sono necessariamente riconducibili ai furti commessi da clienti o personale.

Tra le possibili cause figurano errori operativi, registrazioni incomplete degli scarti, rotture, rettifiche di carico e trasferimenti interni non correttamente contabilizzati. Queste inefficienze possono produrre perdite dirette e, allo stesso tempo, rendere più difficile individuare le sottrazioni di merce.

Marco Dugato, professore associato dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Senior Researcher di Transcrime, ha evidenziato l’importanza di identificare le cause degli ammanchi prima di definire le misure di contrasto.

L’obiettivo è ridurre la quota di perdite di origine sconosciuta, mettendo in relazione informazioni inventariali, dati di vendita e procedure operative. La prevenzione diventa così un’attività trasversale, che coinvolge sicurezza, gestione commerciale e organizzazione del punto vendita.

Il layout del negozio come strumento di prevenzione

La progettazione degli spazi commerciali può incidere sulle opportunità di furto.

Durante il webinar, Dugato ha richiamato la teoria dell’attività di routine, secondo la quale un reato diventa possibile quando coincidono tre condizioni: un soggetto motivato, un obiettivo appetibile e l’assenza di un controllo efficace.

Nel retail, quest’ultimo elemento non coincide necessariamente con la presenza di personale di sicurezza. Anche l’organizzazione degli ambienti, la disposizione delle merci e le tecnologie di sorveglianza possono contribuire alla prevenzione.

Dal punto di vista progettuale, occorre quindi valutare la relazione tra layout commerciale e sicurezza, considerando in particolare la distribuzione dei prodotti, la configurazione degli ingressi e delle uscite, la visibilità delle aree di vendita e l’organizzazione delle casse.

Non si tratta di trasformare il negozio in uno spazio dominato dalle barriere. La questione è integrare le misure di protezione nella progettazione e nel funzionamento quotidiano del punto vendita, tenendo conto delle caratteristiche dei prodotti e delle modalità di acquisto.

Prodotti a rischio e protezione delle merci nella grande distribuzione

Le criticità della Loss Prevention riguardano anche l’evoluzione dei furti organizzati.

Fabiano Moretti, direttore coordinatore sicurezza di Finiper Canova Group, ha descritto episodi nei quali gruppi organizzati sottraggono quantità consistenti di prodotti facilmente trasportabili e rivendibili attraverso canali paralleli.

Tra le categorie esposte figurano ricambi per spazzolini elettrici, lamette, caffè, pannolini e tonno. Più recentemente, sono stati segnalati anche articoli come carte Pokémon e confezioni Lego.

Il valore unitario non rappresenta quindi l’unico criterio per valutare il rischio. Contano anche la facilità di trasporto, la domanda sul mercato e le possibilità di rivendita.

Le contromisure comprendono protezioni fisiche, come reti e vetrine, sistemi di videosorveglianza collegati alle casse ed etichette di sicurezza applicate direttamente dal produttore.

La scelta deve dipendere dal prodotto e dalle criticità effettivamente rilevate. Per questo, l’analisi periodica dei dati di vendita e gli inventari mirati consentono di individuare le categorie più esposte e di adottare interventi specifici, evitando soluzioni uniformi per l’intero assortimento.

Computer Vision e self checkout: il controllo delle aree automatizzate

L’introduzione di tecnologie automatizzate modifica anche le modalità di controllo del punto vendita.

Le casse self checkout rappresentano un’area nella quale il cliente svolge direttamente alcune operazioni precedentemente affidate al personale. La prevenzione richiede quindi strumenti capaci di rilevare anomalie e supportare gli addetti durante le transazioni.

Secondo Leonardo Malevolti, Retail Technology Manager di ITAB Italy, l’impiego della Computer Vision permette di individuare comportamenti anomali e generare segnalazioni in tempo reale.

Questi sistemi possono affiancare le tecnologie già presenti nel negozio, collegando le informazioni provenienti dalle aree di ingresso, dai varchi e dalle postazioni di pagamento.

Il principio è superare la gestione separata dei singoli dispositivi. Un sistema integrato consente di mettere in relazione eventi e dati provenienti da punti diversi del percorso d’acquisto. Le segnalazioni supportano il personale nella valutazione delle anomalie, senza identificare automaticamente ogni comportamento rilevato come un tentativo di furto.

RFID e Intelligenza artificiale verso la Loss Prevention predittiva

La tecnologia RFID utilizza tag e lettori a radiofrequenza per identificare gli articoli e acquisire informazioni durante le operazioni di movimentazione e vendita. Se integrata con i sistemi gestionali, può migliorare la visibilità sulle merci e facilitare l’individuazione delle anomalie inventariali.

L’evoluzione prospettata da ITAB Italy riguarda tuttavia soprattutto la Loss Prevention predittiva.

Attraverso l’Intelligenza artificiale e l’analisi congiunta di dati ambientali e comportamentali, i sistemi potrebbero progressivamente passare dalla segnalazione di eventi anomali già in corso alla valutazione preventiva di situazioni potenzialmente critiche.

Si tratta di una direzione di sviluppo tecnologico, non di una capacità da considerare già acquisita in tutti i punti vendita.

Per i retailer, il valore di questo approccio dipenderà dalla capacità di integrare le informazioni generate dai dispositivi con procedure operative definite e con l’intervento del personale.

Sicurezza retail: criteri per progettisti e retailer

La prevenzione delle perdite dovrebbe essere considerata già nella definizione del layout, anziché intervenire esclusivamente con dispositivi aggiunti dopo l’allestimento.

La scelta delle soluzioni richiede una valutazione congiunta di assortimento, esposizione dei prodotti, accessi, aree di pagamento e procedure operative. Le criticità individuate attraverso i dati inventariali possono così orientare interventi mirati, dalla protezione delle merci alla configurazione degli spazi.

Il coordinamento tra progettisti, retailer, responsabili della sicurezza e fornitori tecnologici permette di integrare le misure di Loss Prevention senza compromettere la funzionalità commerciale e la fruibilità del negozio.