Perché certificare la sostenibilità di un retail ?

Perché certificare la sostenibilità di un retail ?

📅29 Agosto 2013, 15:40

IL SISTEMA DI CERTIFICAZIONE.

Negli ultimi anni la progettazione architettonica e impiantistica è sempre più orientata alla sostenibilità e non può più prescindere da scelte innovative che portino ad elevati standard di comfort interno, oltre che a risparmi di risorse naturali e sugli oneri di manutenzione.
Questa globalità di aspetti viene trattata e valutata quantitativamente utilizzando protocolli di certificazione della sostenibilità.

Figura 1 – Il processo di certificazione tramite protocolli LEED.

Uno di questi protocolli utilizzati a livello internazionale è denominato LEED® (Leadership in Energy and Environmental Design), il cui schema di certificazione è riportato in figura 1. E’ importante osservare che questo sistema di certificazione va oltre la convenzionale certificazione energetica dell’edificio e quanto previsto dai D. Lgs 19 agosto 2005, n. 192 s.m.i. e Decreto Legislativo n.56/ 2010, conseguenti le direttive europee sul risparmio energetico 2002/91/CE e 2006/32/CE.

La caratteristica più importante del processo di certificazione LEED® risiede nel fatto che vengono presi in considerazione numerosi ambiti, spaziando dalla scelta del sito ai materiali e gli impianti, guidando tutte le persone coinvolte (il committente, i progettisti e gli utilizzatori finali) in un processo consapevole di crescita che viene quantificato in termini economici, sociali e ambientali.

Figura 2 – L’utilizzo di pratiche sostenibili può indurre alla trasformazione del mercato, superando quanto previsto dalle normative di settore.

La sostenibilità nell’accezione più ampia del termine influenza infatti la sfera sociale, quella ambientale e quella economica (figura 2). In questo articolo, il cui obiettivo è quello di stuzzicare l’interesse verso questo tema, la progettazione sostenibile di un retail viene analizzata cercando di tradurre tutti i benefici in termini economici in modo da fornire uno strumento di confronto più prosaico. La quantificazione di questi benefici può essere illustrata attraverso l’analisi di casi studio reali; in questa trattazione ci si limita a delineare un quadro generale per riassumere in maniera qualitativa tutti gli aspetti. Un esempio di benefici conseguibili è riportato nella figura 3.

Figura 3 – Riduzioni conseguibili in termini energetici, di uso dell’acqua, emissioni di CO2 e di rifiuti. Fonte: US GBC

Il sistema di certificazione LEED è stato sviluppato dal Green Building Council, associazione internazionale no profit volta a favorire e accelerare la diffusione di una cultura dell’edilizia sostenibile, guidando la trasformazione del mercato. U.S. GBC  a partire dal 1998 ha sviluppato diversi sistemi di certificazione, ognuno adatto per diverse tipologie edilizie e di destinazione d’uso. Il sistema di certificazione è basato su un sistema di attribuzione di punteggi in funzione del livello di prestazione ottenuto da singoli crediti relativi a diverse aree tematiche. I diversi livelli di certificazione sono: Certified (40-49 punti), Silver (50-59), Gold (60-79), Platinum (80-110). Si veda la placca di certificazione conseguita da un edificio in figura 4.

Figura 4- Placca di US GBC su una vetrina di un esercizio commerciale americano.

Per i negozi e la distribuzione al dettaglio esiste il protocollo specifico LEED® for Retail: Commercial Interior. Con questo sistema sono stati certificati negozi in tutto il mondo tra i quali gli spazi commerciali di Gucci, Louis Vuitton, Nike, Levi Strauss, Starbucks. A febbraio 2013, risultano certificati in tutto il mondo con i protocolli LEED® Retail 556 esercizi commerciali e 474 sono registrati ai fini della certificazione.

LEED for Retail riconosce l’unicità dell’ambiente retail e affronta le diverse tipologie di spazi di cui i rivenditori hanno bisogno per le loro linee di prodotto. Rispetto ad altri tipi di edifici commerciali, i retail hanno caratteristiche diverse di occupazione e di ore di funzionamento, diverse esigenze di parcheggio e modalità di trasporto, differenti fabbisogni di acqua di processo e di energia.

Figura 5 – Le aree tematiche del protocollo LEED for Retail. La dimensione è proporzionale al peso delle singole aree tematiche. Fonte dei loghi: US GBC

La valutazione della sostenibilità complessiva dell’intervento viene effettuata considerando 7 diverse aree tematiche: sostenibilità del sito, efficienza idrica, energia e atmosfera, materiali e risorse, qualità ambientale interna, innovazione nella progettazione e priorità regionale. I cui simboli delle diverse aree tematiche con dimensione proporzionale al peso dell’area sono riportati in figura 5. Inoltre, il sistema a punteggio della certificazione è riportato schematicamente in figura 6.

Oltre alla scelta del sito in cui localizzare il negozio affinché sia facilmente accessibile e servito da trasporti pubblici, particolare importanza viene attribuita all’efficienza energetica e alla qualità dell’ambiente interno. Le ottimizzazioni dell’illuminazione interna e del sistema di riscaldamento e raffrescamento sono valutate considerando lo standard americano ANSI/ASHRAE 90.1-2007 La qualità dell’aria interna, il comfort termico e l’utilizzo di materiali basso emissivi vengono inoltre verificati in base ai riferimenti normativi americani ASHRAE 62.1-2007 e ASHRAE 55-2007..

Figura 6 – I pre-requisiti e i crediti necessari alla certificazione

Le scelte progettuali devono quindi partire fin dall’inizio dalla fase di progettazione in modo che le scelte adottate possano essere integrate e portare a maggiori benefici oltre che punteggi maggiori per la certificazione.

I vantaggi e le strategie progettuali

Dati relativi ai consumi di risorsa negli Stati Uniti, riportano che gli edifici consumano più del 30% dell’energia totale e più del 60% dell’elettricità consumata. Fra gli edifici commerciali, i retail sono quelli risultano più energivori.
Nel progetto di un retail l’attenzione principale deve focalizzarsi inoltre sulla scelta di tecnologie innovative che puntino al comfort per i clienti e per l’ottima conservazione delle merci. Oltre ai vantaggi immediatamente evidenti, si devono considerare i risparmi a lungo termine legati sia al minor consumo delle risorse (energia e acqua) sia al minor ricorso alle attività di manutenzione. Un esempio di calcoli che vengono effettuati per ridurre la risorsa acqua è riportato in figura 7.

Figura 7 – Esempio di simulazione riguardante la gestione delle acque meteoriche per la progettazione sostenibile. In funzione delle precipitazioni del luogo (pannello superiore) si può dimensionare opportunamente le dimensioni della vasca di accumulo per riutilizzo dell’acqua all’interno dell’edificio in reti duali oppure per irrigazione (pannello inferiore).

Inoltre, le tecnologie innovative adottate nella realizzazione di retail sostenibili spaziano dai corpi illuminanti a LED (sia per l’illuminazione generale sia per quella d’accento) ai componenti di recupero del calore di ventilazione, dai componenti trasparenti per vetrine ad alte prestazioni energetiche ai sistemi per la riduzione delle dispersioni termiche legate agli ingressi (lame d’aria opportunamente progettate, bussole). L’aspetto vincente del protocollo LEED è la sinergia fra tutte queste tecnologie che il gruppo di progettazione riesce a valorizzare grazie alla progettazione integrata. Questo si concretizza in risparmi sulla bolletta energetica variabili in funzione del grado di “qualità” energetica che si vuole perseguire e, indirettamente, con il livello di certificazione raggiunto. Un esempio di un interno di un retail è riportato in figura 8.

Oltre che nell’uso di tecnologie avanzate negli elementi fisici del sistema edificio-impianto, l’innovazione trova espressione anche nello svolgimento di attività di controllo che normalmente non sono contemplate. Alcune fra le più importanti sono la stesura e il rispetto di un Piano di gestione dei rifiuti di cantiere (Construction Waste Management), lo studio delle modalità di trasporto alternativo per raggiungere il retail (Alternative Transportation) e il Commissioning.

 

Figura 8 – Nike Store: interno

Il commissioning è un’attività sinteticamente definibile come un processo di gestione del progetto (nel significato inglese di “project”, da non confondere con il più restrittivo “design”) per ottenere, verificare e documentare che le prestazioni dell’edificio, degli impianti e degli equipaggiamenti soddisfino obiettivi e criteri ben definiti. Il commissioning nell’ambito della certificazione LEED garantisce al committente che gli standard qualitativi che si aspetta relativamente al funzionamento degli impianti siano rispettati. Le ricadute positive dell’attività di commissioning avanzato vanno dalla riduzione dei consumi energetici legata all’ottimizzazione del sistema alla riduzione dei costi di manutenzione conseguente al controllo di qualità svolto.

Dal punto di vista ambientale, un aspetto importante è l’uso di energia prodotta da fonti rinnovabili in sostituzione dell’energia prodotta con metodi convenzionali. La natura dei retail, che spesso occupano solo una porzione degli edifici in cui si collocano, spesso in locazione e senza la disponibilità diretta di coperture ove installare sistemi solari, pone qualche limite oggettivo all’auto produzione estesa di energia. In questo contesto, l’energia verde può essere approvvigionata dall’esterno attraverso contratti di fornitura specifici stipulati con il fornitore. Si possono così legare le plus-valenze ambientali dell’energia generata in modo sostenibile al proprio retail senza dover sostenere investimenti iniziali.

Oltre ai benefici diretti, esistono numerosi aspetti caratteristici di un ambiente progettato in modo sostenibile che creano ricadute positive indirettamente. Per esempio, la riduzione degli inquinanti indoor realizzata attraverso la filtrazione spinta dell’aria immessa in ambiente e lo studio del comfort termico ed acustico creano un ambiente migliore in cui i clienti e i lavoratori si trovano più a proprio agio: questo porta i primi a permanere più volentieri nel negozio (aumentando le probabilità che la visita di finalizzi con un acquisto) e i secondi ad incrementare la propria produttività (riuscendo ad essere più accoglienti e attenti alle esigenze dei clienti).

L’utilizzo di corpi illuminanti innovativi e di vetrine realizzate con vetri che non permettono il passaggio della radiazione UV riducono significativamente il deterioramento dei prodotti esposti, permettendo il mantenimento della loro qualità nel tempo ed evitandone la sostituzione precoce (figura 9). Può essere posta attenzione anche al controllo climatico e della qualità dell’aria all’interno dei magazzini in modo tale da mantenervi condizioni ottimali alla conservazione dei prodotti commercializzati (il controllo dell’umidità permette di abbattere il rischio di formazione di muffe o di cattivi odori).

Figura 9 – Nike Store: vetrina

Concludendo, si può affermare che un retail progettato e realizzato in modo sostenibile nel senso più ampio del termine genera ampie ricadute positive di carattere ambientale e commerciale sia a breve sia a lungo termine.

 a cura  dell’arch. Roberto Zilio con contributi di Eliana Perucca, Francesca  Galati, Guido Zanzottera

© Pubblicato da AN magazine

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Eliana Perucca, Francesca Galati e Guido Zanzottera sono liberi professionisti che si occupano di progettazione sostenibile di nuove costruzioni e ristrutturazioni nel campo residenziale e commerciale; svolgono attività di consulenza alla certificazione di edifici sostenibili mediante protocolli ambientali italiani ed internazionali.

Eliana Perucca è ingegnere per l’Ambiente e il Territorio, con Dottorato di Ricerca in Ingegneria per la Gestione delle Acque e del Territorio presso il Politecnico di Torino. Dal 2012 è LEED Green Associate. Svolge attività didattica presso la Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Torino nel corso “Meccanica dei fluidi” e “Protezione idraulica del territorio”. Si occupa di progettazione di infrastrutture idrauliche e di sostenibilità in Italia e all’estero (Malta, Albania, Palestina, ecc.).
eliana.perucca@gmail.com

Francesca Galati è Ingegnere Edile ed Architetto. Ha maturato le maggiori esperienze professionali e formative in Italia ed in America, specializzandosi nel settore dell’edilizia sostenibile, divenendo LEED AP (Leader in Energy and Environmental Design Accredited Professional), GBC HOME AP (Green Building Council HOME Accredited Professional) e GEA (Green Energy Auditor). E’ membro attivo del Comitato LEED EB:O&M, del comitato Edifici Storici e del Comitato Formatori di GBC Italia dal 2012 si occupa della sostenibilità e dei processi di certificazione ad essa correlati sia in Italia sia all’estero (USA, Costa Rica, Svizzera, etc.).

Guido Zanzottera è laureato in Ingegneria Energetica presso il Politecnico di Torino. Dal 2013 è LEED Green Associate. Si occupa di sostenibilità energetica e simulazioni energetiche dinamiche. Svolge attività didattica presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino nel corso “Tecniche di controllo ambientale”. Collabora con l’Istituto Europeo di Design come docente di “Tools for Sustainability” nel master in Sustainable Architecture.


 

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