Il progetto di traverso-vighy architetti per Art & Caffeine, il flagship store Faema a Milano, recupera un ex spazio industriale in zona Tortona trasformandolo in un ambiente dedicato alla cultura del caffè, alla formazione e all’incontro. Il progetto illuminotecnico accompagna le diverse funzioni e valorizza il rapporto tra le strutture storiche dell’edificio, gli impianti a vista e i nuovi elementi dell’allestimento.
La luce assume così un ruolo centrale nell’intervento, differenziando aree operative e spazi di relazione e mettendo in evidenza materiali e superfici attraverso differenti temperature e modalità di illuminazione.

Il recupero dell’architettura industriale
Art & Caffeine nasce dalla ristrutturazione di un vecchio magazzino in via Forcella, all’interno dell’area industriale sviluppatasi tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento lungo la ferrovia Milano-Vigevano.
L’intervento recupera le strutture ottocentesche in acciaio chiodato e le pareti in laterizio intonacate a calce, integrandole con un sistema impiantistico lasciato intenzionalmente a vista.
La scelta dei nuovi materiali mantiene un rapporto diretto con il carattere industriale dell’edificio: pavimenti sopraelevati in larice bruciato, strutture espositive in ferro grezzo e grafiche stencil costruiscono un linguaggio essenziale che lascia leggibile la struttura preesistente.

Uno spazio ibrido dedicato alla cultura del caffè
Il flagship store non è organizzato come un tradizionale punto vendita. All’interno convivono diverse attività legate al mondo Faema: un’officina per la riparazione e la personalizzazione delle macchine da caffè, spazi per l’accoglienza e il coworking, coffee workshop e attività di torrefazione.
Questa pluralità di funzioni determina anche l’impostazione del progetto illuminotecnico. Le diverse aree richiedono infatti condizioni luminose differenti, capaci di accompagnare attività operative, esposizione dei prodotti e momenti di incontro.
L’illuminazione diventa quindi uno strumento per organizzare percettivamente lo spazio senza introdurre ulteriori separazioni fisiche.
La luce come materiale del progetto
Il progetto sviluppa differenti scenari luminosi in relazione alla luce naturale e alle funzioni ospitate nello spazio.
Fasci di luce più fredda mettono in risalto le superfici in acciaio inox delle macchine Faema, mentre una luce più calda e diffusa interessa i piani di lavoro e le superfici destinate alle tazze.
Il rapporto tra illuminazione generale, luce d’accento e valorizzazione dei materiali mostra come l’illuminazione negozi possa contribuire non soltanto alla visibilità dei prodotti e delle attività, ma anche alla costruzione dell’identità dello spazio.
La struttura industriale rimane costantemente leggibile: travi, impianti e superfici storiche diventano parte della composizione luminosa anziché costituire semplicemente lo sfondo dell’allestimento.
Neva 5 RGB valorizza le pareti storiche
Un sistema di luce radente è utilizzato per mettere in evidenza la morfologia e le texture delle pareti storiche in laterizio intonacato a calce.
Per ottenere questo effetto è stato integrato lungo il perimetro della nuova pavimentazione sopraelevata il profilo lineare Neva 5 RGB 15°, 30 W di L&L Luce&Light, caratterizzato da emissione verticale e colore dinamico.

La posizione del sistema permette alla luce di svilupparsi dal basso lungo le superfici verticali, evidenziandone irregolarità e consistenza materica. L’involucro storico entra così direttamente nel progetto illuminotecnico e contribuisce alle differenti configurazioni percettive dello spazio.
Cliente: Gruppo Cimbali spa
Architettura: traverso-vighy architetti
Lighting design: traverso-vighy architetti
Strutture: Francesco Terreni
Impianti meccanici: Gianluigi Bonomelli
Impianti elettrici: Renato Rumi
Project manager: Renato Guarischi
Prodotto illuminotecnico: Neva 5 RGB – L&L Luce&Light
Foto: Alessandra Chemollo
