Il nuovo ADI Design Museum al via.

Il nuovo ADI Design Museum al via.

📅27 Gennaio 2021, 10:32

Il nuovo museo del design milanese si prepara per l’apertura.

Il nuovo ADI Design Museum al via

Ichigo121212  / Pixabay

Sarebbe dovuto essere inaugurato a fine giugno, l’ADI Design Museum, ma nonostante la presentazione del direttore Luciano Galimberti, non è stato possibile aprire le porte del nuovo spazio milanese. Ora si attende che la Lombardia possa ritornare a riaprire gli spazi culturali.

La situazione attuale

Nel Museo fervono i lavori per la preparazione della collezione permanente e temporanea, in collaborazione con gli studenti dell’Accademia Aldo Galli di Como. Stanno restaurando i pezzi della collezione Compasso d’oro (premiata nel 1954) per poterla esporre appena sarà possibile aprire le porte ai visitatori.

Ma nel frattempo altri ospiti lontani hanno visto gli spazi del museo: i giapponesi. 

Il legame con Tokyo

In occasione dell’Italian Design Day 2020, è stato presentato il museo ai Giapponesi, in vista della futura partnership olimpica. “Italia amore mio” è il titolo della rassegna organizzata dalla Camera di commercio italiana in Giappone (Iccj).

A presenziare all’evento, trasmesso online, c’erano sia addetti ai lavori (Olimpia Zagnoli, Toshituki Kita e Kengo Kuma), che rappresentanti della musica italiana, come La Pina ed Emiliano Pepe.

A marzo invece, il tema della precedente mostra dell’Italian Design Day 2020, era 1920/2020 Vico Magistretti”, organizzata in collaborazione con l’Istituto Magistretti.

Il Giappone nonostante la pandemia, non ha voluto rinunciare a celebrare questo importante evento, pur se con misure restrittive adatte all’emergenza in corso.

La tradizione

Sono ormai quattro anni che si svolge l’Italian Design Day, promosso dalla Farnesina, rappresenta “un progetto di promozione integrata che fa del il design uno strumento di diplomazia moderna” secondo le parole dell’allora segretaria generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Elisabetta Belloni.

Un’iniziativa andata avanti coinvolgendo sempre più imprese del design italiano, che si sono internazionalizzate. Il Giappone rappresenta un luogo prediletto dagli italiani per questo settore, infatti è tra i primi venti importatori mondiali di design italiano, su un mercato che vale 22 miliardi di euro.

Sostegno reciproco

Se il Giappone ama il bello stile italiano, tanto che numerose aziende italiane hanno sede nel Paese, anche l’Italia importa molti prodotti, il fatturato del mercato nel 2019 era di 1098 miliardi di euro, dopo gli accordi commerciali dell’UE con il Giappone che ha ridotto le barriere tariffarie.

Altre tradizioni nipponiche invece, gli italiani sono riusciti a inserirle nella loro vita e farle riadattarle al contesto nostrano. Non solo il tradizionale sushi, che ormai viene rivisitato dagli chef italiani, ma anche prodotti per il benessere della persona come il fungo reishi che ha potenti proprietà immunizzanti e riduce lo stress o il sapiente uso delle alghe ricche di iodio e minerali. Per non parlare dell’agopuntura, ormai praticata in tanti centri benessere, importata dal Giappone nel lontano ottocento.

Il legame Italia – Giappone è di lunga data e si celebra sotto tante forme, culturali, sociali e salutari. La presentazione del nuovo museo del design milanese, rappresenta l’ultimo evento di questa partnership che si prevede duri fruttuosamente ancora per tanto tempo.


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