Progettato da Aranda\Lasch, il negozio Valextra a Bal Harbour, Miami, occupa una superficie di 90 mq e traduce i riferimenti all’architettura e all’artigianato milanese in uno spazio retail contemporaneo. Pietra, marmo, metallo, superfici riflettenti e sistemi espositivi geometrici costruiscono un ambiente concepito intorno alla presentazione della pelletteria del brand.
Il progetto trae ispirazione dagli spazi d’ingresso dei palazzi milanesi — cancelli, atri e passaggi che mediano tra la città e la dimensione più intima degli interni. Aranda\Lasch non riproduce letteralmente questi ambienti, ma ne reinterpreta materiali, proporzioni e attenzione al dettaglio.

Il legame con Milano è già espresso dalla facciata rivestita in Ceppo di Gré, la pietra grigia caratteristica dell’architettura della città. L’esterno essenziale incornicia l’ingresso e le vetrine, introducendo il passaggio verso un interno dalla composizione materica più articolata.
I materiali milanesi definiscono lo spazio
All’interno, il progetto rilegge alcuni elementi caratteristici degli atri dei palazzi attraverso marmo, metallo, legno e superfici riflettenti.
La pelletteria Valextra è presentata su una serie di piedistalli che combinano blocchi in marmo di Arzo con leggere basi in rete metallica. Lo stesso marmo è utilizzato nel flagship store del brand in via Manzoni a Milano, creando una relazione materica tra le due sedi.
Il contrasto tra la massa dei blocchi lapidei e la leggerezza visiva delle strutture metalliche costituisce uno dei principi del concept espositivo. La rete in metallo lucidato alleggerisce percettivamente i volumi in marmo, mentre borse e accessori rimangono al centro della composizione.

Mensole monolitiche in marmo si sviluppano lungo il perimetro, offrendo ulteriori superfici per esposizione e contenimento. Insieme ai piedistalli freestanding, costruiscono differenti livelli di presentazione del prodotto senza ricorrere ai tradizionali arredi espositivi.
Il sistema espositivo diventa architettura
Una lunga struttura metallica ad anelli corre lungo uno degli elementi in marmo e organizza l’esposizione della piccola pelletteria. La ripetizione geometrica trasforma così un componente funzionale in un elemento continuo del progetto.
Sul fondo del negozio, due pareti sono rivestite con laminato Alpi disegnato da Ettore Sottsass. La composizione geometrica introduce un ulteriore livello visivo, nel quale la ripetizione dei moduli genera configurazioni che richiamano cristalli e formazioni minerali.
Le superfici specchianti moltiplicano geometrie e prodotti esposti, contribuendo ad ampliare percettivamente lo spazio di 90 mq.
Il progetto integra quindi pietra, metallo e strutture geometriche direttamente nel sistema di presentazione, stabilendo una relazione stretta tra architettura ed esposizione. Il rapporto tra organizzazione dello spazio, sistemi espositivi e valorizzazione del prodotto interpreta alcuni dei temi centrali della progettazione negozi moda.
Luce, materia e prodotto
L’illuminazione è integrata nell’architettura. Un soffitto in tessuto diffonde uniformemente la luce nello spazio, mentre faretti nascosti introducono un’illuminazione più puntuale sui prodotti.
L’atmosfera richiama la luce controllata di una galleria, rafforzando la presentazione delle singole borse e degli accessori sullo sfondo delle superfici fortemente caratterizzate dai materiali.
L’identità dell’interno nasce dal contrasto: i pesanti blocchi in marmo poggiano su leggere reti metalliche; superfici lucide e riflettenti si alternano alla pietra materica; le geometrie degli elementi di fondo costruiscono una quinta per i colori e i dettagli delle collezioni Valextra.

Il risultato è uno spazio retail nel quale materia, esposizione e luce reinterpretano l’identità milanese del brand, trasferendo riferimenti all’architettura e all’artigianato tradizionale in un ambiente contemporaneo a Miami.
Design: Aranda\Lasch
Project Architect: BBA Berenblum Busch Architects
Superficie: 90 mq
Illuminazione: Viabizzuno
Millwork: Fav Woodworking
Foto: Robin Hill
by: AN Shopfitting Magazine n.149 ©
