Il progetto di Selah Cafè a Córdoba si inserisce nel panorama dell’hospitality design e traduce in forma spaziale una ricerca centrata sul rapporto tra architettura, design e percezione sensoriale. Il locale nasce come luogo dedicato al caffè specialty e alla dimensione della pausa, con un impianto progettuale che mette al centro il silenzio, la permanenza e la qualità dell’esperienza.

L’idea progettuale si sviluppa infatti attraverso un lavoro coordinato tra interior design e brand design. L’obiettivo non è soltanto definire un locale funzionale, ma costruire un sistema coerente di elementi, materiali, segni e punti di contatto capaci di rendere il luogo immediatamente leggibile. In questo senso, l’identità del marchio non si sovrappone all’architettura, ma ne diventa parte integrante, accompagnando l’esperienza del visitatore lungo tutto il percorso.
Selah Cafè a Córdoba e il rapporto con lo spazio esistente
La scelta della location risponde a precise qualità spaziali. Il locale presenta infatti una pianta allungata e una notevole altezza interna, condizioni che suggeriscono una lettura quasi scenografica dello spazio. Queste proporzioni richiamano la scansione di una navata, rafforzando il carattere introspettivo del progetto. Anche l’involucro esterno contribuisce alla definizione dell’identità complessiva: la facciata storica viene restaurata e mantenuta, conservando il rapporto con il contesto edilizio e offrendo una cornice coerente per un intervento contemporaneo.
Dal punto di vista distributivo, l’organizzazione funzionale è chiara. In prossimità dell’ingresso trova posto una piccola area take-away che svolge anche il ruolo di reception. Da qui si accede al salone principale, segnato dalla presenza di una falsa volta a botte che accompagna la prospettiva e introduce una zona biblioteca dal forte valore atmosferico. Sul fondo, uno spazio esterno completa la sequenza del locale e alleggerisce la progressione interna.




Lighting design, percezione e costruzione dell’atmosfera
L’illuminazione rappresenta uno dei nodi principali del progetto. L’assenza di aperture in grado di fornire luce naturale richiede infatti una strategia alternativa, capace di intervenire non solo sul comfort visivo ma anche sulla percezione complessiva dello spazio. La risposta progettuale consiste nella costruzione di un sistema luminoso artificiale che amplia visivamente l’ambiente e ne modifica la lettura.
Le finte finestre con vetri colorati introducono un elemento narrativo e simbolico, legato al processo di preparazione del caffè. A queste si aggiungono lucernari retroilluminati che simulano aperture verso l’alto e contribuiscono a restituire una sensazione di respiro all’interno di uno spazio altrimenti chiuso. In questo modo, un limite tecnico viene trasformato in un dispositivo architettonico capace di qualificare l’esperienza del locale. La luce non svolge quindi una funzione accessoria, ma diventa materiale di progetto, determinando profondità, ritmo e atmosfera.


Crediti
Location: Córdoba, Argentina
Area: 112 sqm
Design: MAD Arquitectura Conceptual
Photo credits: Arq. Gonzalo Viramonte
