Sake MANZO, progettato da UNFOLDESIGN, si trova in una vivace zona di Pechino dove le persone si ritrovano per passeggiare e trascorrere la serata. Il progetto di hospitality design nasce dall’esigenza di rinnovare un locale che, da quasi dieci anni, promuove e diffonde la cultura del sake giapponese attraverso un’esperienza costruita intorno a ritualità, materia e percezione dello spazio.
L’intervento ridefinisce il layout interno, migliora la leggibilità dell’offerta e costruisce un ambiente più coerente con l’identità del locale. Il risultato è uno spazio che lavora su atmosfera, luce e dettagli materici, restituendo al sake una centralità visiva e culturale.
Focus sulla cultura del sake

Fin dal primo sopralluogo, il team di progettazione ha rilevato che il layout preesistente penalizzava visivamente l’ampia selezione di sake. Il concept prende quindi avvio da un focus esplicito sulla cultura del sake, tradotto in una grande vetrina bifacciale di circa tre metri di lunghezza.
Questo elemento divide efficacemente lo spazio in due aree distinte e consente l’esposizione del sake giapponese su entrambi i lati. La vetrina non svolge solo una funzione espositiva, ma diventa un dispositivo spaziale che organizza il locale e ne orienta la lettura.
Riso, acqua e materia nel progetto di interior hospitality
La produzione del sake si fonda su un meticoloso processo di fermentazione che estrae l’essenza più pura del riso. Anche il progetto richiama questa relazione tra acqua e riso, interpretandola attraverso materiali e superfici che ne evocano la presenza in modo sottile ma costante.
L’utilizzo di materiali a base di buccia di riso, applicati sia alle pareti esterne sia a quelle interne, definisce un tono caldo ed elegante. La particolare texture del materiale mette in risalto la qualità tattile delle superfici e contribuisce a costruire un’identità coerente, misurata e riconoscibile.

Lanterne e luce: tradizione giapponese e atmosfera
In Giappone è consuetudine appendere lanterne bianche sulle soglie delle abitazioni e dei negozi. Anche in questo progetto gli architetti riprendono tale tradizione, trasformandola in un elemento capace di definire l’ingresso e la percezione iniziale del locale.
Una serie di lanterne adorna infatti la parete d’accesso. Posizionate su telai triangolari in legno e concepite con una forma che richiama i barili di sake impiegati nei ristoranti tradizionali giapponesi, producono un effetto luminoso morbido e decorativo. In questo passaggio la luce assume un ruolo decisivo anche in termini di illuminazione negozi, poiché contribuisce a costruire atmosfera, orientamento e riconoscibilità dello spazio.

Nandina domestica come simbolo di fortuna
Composizioni di Nandina domestica, pianta originaria dell’Estremo Oriente e simbolo di fortuna, arricchiscono la zona ingresso. Le sue foglie leggere e la struttura simile al bambù accompagnano il visitatore verso una sala da pranzo più tranquilla e raccolta, progettata per isolare l’utente dalle distrazioni esterne.
In condizioni climatiche favorevoli, le vetrate della facciata possono essere aperte, consentendo un ricambio naturale dell’aria e una relazione più diretta con lo spazio urbano circostante. Il progetto lavora così anche sulla soglia, intesa come elemento di transizione tra interno ed esterno.

Sale da pranzo, washi e dettagli espositivi
All’estremità opposta del locale, la seconda sala da pranzo si distingue per un’atmosfera più luminosa e per un’impostazione spaziale differente. Qui trova posto un raffinato mobile espositivo che presenta una collezione di tazze da sake appartenenti a diversi periodi storici, rafforzando la dimensione culturale del progetto.
La parete posteriore, rivestita in Washi trasparente, diffonde la luce in modo morbido e uniforme e costruisce una qualità percettiva sfumata. L’ambiente è completato da un’installazione a parete nata dalla collaborazione con l’artista floreale Guan Yue.

Al piano superiore si sviluppa l’area privata, con tavoli in grado di ospitare da due a trenta persone. Pur mantenendo l’impianto originale, il team rinnova pareti, sedute ed elementi decorativi con dettagli che rendono omaggio al patrimonio culturale della cucina giapponese.

Hospitality design e percezione sensoriale
Il progetto mostra come il design, al pari dell’arte culinaria, si fondi su principi precisi e su una costruzione attenta dell’esperienza. La disposizione degli spazi, la materia, la luce e il linguaggio formale influenzano direttamente la percezione emotiva del visitatore.
Con questo intervento UNFOLDESIGN realizza un ambiente unitario e immersivo, vicino per atmosfera a un night bar, ma profondamente radicato nella cultura del sake e nel contesto urbano in cui si inserisce. Il risultato è uno spazio di hospitality design in cui tradizione, identità materiale e qualità sensoriale convivono in equilibrio.
Location Beijing
Design Company Unfoldesign
Director Queena Qiao
Area 430 sqm
Photos courtesy Topia
